L’ adolescenza è una fase molto delicata della vita, che a volte può presentare delle difficoltà più o meno importanti; questa fase coinvolge tutto il sistema famiglia di cui l’adolescente fa parte. Un cambiamento del figlio genera un cambiamento nella famiglia e vice-versa.
In questo periodo, l’adolescente si trova a dover affrontare diversi cambiamenti, fisici, emotivi, cognitivi, inizia il percorso verso l’autonomia. Lo sguardo si espande al mondo esterno, il gruppo di pari diventa importante mentre si ridimensiona l’attenzione verso la famiglia.
A mio avviso, questo passaggio è rappresentato molto bene, in modo efficace e quasi geniale, nel film Inside Out 2: quando Riley passa nella fase adolescenziale (qui siamo proprio nella parte iniziale dell’ adolescenza) la rappresentazione dell’isola della famiglia si rimpicciolisce mentre si ingrandisce quella dell’isola dell’amicizia.
Insieme all’adolescente, anche la famiglia deve affrontare una fase di cambiamento, ha la necessità di riorganizzarsi ed evolversi per poter accogliere e accompagnare il processo evolutivo del figlio, e per far sì che vengano create le condizioni dove il figlio, che deve diventare adulto, possa compiere quei passi che lo porteranno a spiccare il volo e raggiungere l’indipendenza.
Siamo di fronte ad un processo evolutivo previsto dalla natura stessa, e tutto dovrebbe andare a buon fine. Ma potrebbe capitare che qualcosa si ‘inceppi’, con la conseguenza che la spinta verso l’autonomia ‘non possa essere cavalcata’ ed il processo si blocchi. L’adolescente, inconsapevolmente, si potrebbe chiedere: “se cresco e divento adulto cosa potrà accadere alla mia famiglia, a mio padre, mia madre, ai miei fratelli”, e i genitori, sempre inconsapevolmente, potrebbero chiedersi, “cosa ne sarà di noi quando nostro figlio sarà indipendente e non avrà bisogno di noi”. Se da parte dell’adolescente ci può essere la paura di crescere e di diventare autonomo, da parte della famiglia può esserci la difficoltà a riorganizzarsi per poter affrontare questa nuova fase di vita. Si genera un ‘circolo vizioso‘ (nel senso che si ripetono gli stessi schemi) che tiene tutti, genitori e figli, in una situazione di stallo; vengono innescati i meccanismi che tendono a mantenere tutto inalterato, cristallizzato.
Da tutto ciò si può generare un conflitto, tra ciò che la natura ‘suggerisce’ (diventare adulti) e ciò che agisce nella famiglia per ‘fermare’ l’evoluzione, tra ciò che si vorrebbe fare e ciò che tiene fermi; potremmo riassumerlo in ‘vorrei ma non posso’. Allora può capitare che venga fuori qualche disagio. Il disagio si può manifestare con attacco di panico, difficoltà a terminare la scuola, a terminare l’università o altro.
Le paure descritte sono inconsapevoli, nei genitori e nel figlio. Nessuno ha colpa, né l’adolescente né la famiglia; bisogna solo ‘sintonizzare’ tutto il sistema familiare alla nuova fase che si sta affrontando. Ma chi si trova ‘dentro’ il problema, potrebbe avere difficoltà a focalizzare la situazione, per capire ed intervenire.
In questi casi può essere utile l’aiuto esterno di un esperto nel campo psicologico, per risolvere il problema ed evitare che questo possa diventare cronico. Tutti, la famiglia, l’adolescente, l’esperto, possono collaborare per creare un ‘altro’ punto di vista, dove il ragazzo possa trovare lo spazio per crescere; si può così trasformare il circolo ‘vizioso’ in circolo ‘virtuoso’. Uno spazio dove la narrazione della propria storia e del proprio futuro possa cambiare e passare da una narrazione, dove l’individuazione può essere molto difficoltosa se non impossibile, ad un’altra in cui l’individuazione può essere possibile.
I concetti di cui ho parlato in questo articolo si riferiscono alla teoria sistemico relazionale, secondo la quale, nell’affrontare i disagi psicologici, oltre all’individuo che presenta il disturbo, assume importanza il sistema relazionale in cui il ragazzo/a è inserito, in particolare modo la famiglia. Rappresenta un modo di guardare al problema.
Lo stesso problema può essere visto da altre prospettive, seguendo altri orientamenti teorici, che possono essere altrettanto validi. L’importante è farsi aiutare quando ciò è necessario.
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